L'utopia della convivenza possibile
Riporto un trafiletto apparso su "Il Venerdi" di Repubblica la scorsa settimana.

Piccola soddisfazione del buon Rama, che si era preso il lusso nel post del 14 Gennaio di stimolare una discussione in merito ad una formula del Canto della Promessa che potesse tenere conto dell'interculturalità del nostro piccolo gruppo. Anyway, i fratelli inglesi -che possono vantarsi di essere la culla del nostro movimento- hanno evidentemente ragionato sul problema, e le conclusioni rappresentano uno spunto del quale difficilmente non si potrà tenere conto.

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